domenica 3 agosto 2014

L'aratura ... prima dell'arrivo delle piogge autunnali


Dopo la stagione del raccolto il terreno deve essere arato per predisporlo a nuove semine. Non è poi tanto lontana l'epoca in cui c'era solo la forza animale e umana per smuovere le zolle affondando e spingendo l'aratro nella terra secca e dura.






mercoledì 16 luglio 2014

Un paese


Ma cos'è un paese se non uno scrigno di strilli bambini, di uomini e donne, giovani e vecchi, di umori gioiosi o dolenti, di storie lontane o vicine nel tempo, di amori spazzati dal vento …
Un paese è una casa di nuova costruzione che deforma un'immagine scolpita nel cuore dal tempo e che nessuno vorrebbe cambiare.
Un paese è quel vecchio rudere simbolo di una storia condivisa da tanti … è un libro aperto per rispolverare antichi ricordi e predisporre un futuro vicino.

Nella memoria di ciascuno di noi, nei più disparati momenti della vita, affiorano spesso ricordi del proprio vissuto o tramandati da altri, ricordi che a volte pesano sull'anima, altri che rallegrano lo spirito alleggerendo la quotidianità, ma anche ricordi futili e comunque ben presenti perchè facenti parte di una certa epoca storica sociale economica in cui eravamo protagonisti distratti e inconsapevoli.
Protagonisti inconsapevoli forse perché si era ancora nell'età dei giochi, o forse perché i primi intensi amori o gli impegni della vita quotidiana ci estraniavano dal mondo circostante di cui captavamo distrattamente pochi sprazzi che però si sarebbero sedimentati in qualche angolo nascosto della nostra memoria.

Ricordi di vita quotidiana, piccoli o grandi fatti nel contesto di una borgata, di un paese; ricordi di chi è uscito dalla guerra salvando la pelle ma non immune dalle ferite che non si rimarginano mai; ricordi legati a divertimenti costruiti con poco ma che suscitano ancora ilarità. Ricordi legati a mestieri di scarsa resa economica ma preziosi per il vivere quotidiano e ricchi di creatività e partecipazione.

... e dopo le fatiche ...









 

 Balli all'aperto, bagni al fiume, fette di cocomero rinfrescato nei pozzi.


martedì 24 giugno 2014

Arriva il tempo della mietitura





Con la falce in mano e l'acciaiolo appeso alla cintura, pronto al bisogno per affilare la lama, di mattino presto i contadini si recavano nei campi per mietere.
Papaveri e fiordalisi recisi assieme al frumento e
covoni trasportati sui carri.










Così lavoravano i nostri contadini fino all'avvento della meccanizzazione agricola degli anni '60.
(Immagini da Manoscritti Medievali - Morgan Library Museum)




domenica 18 maggio 2014

Il primo taglio









Quando ancora l'agricoltura non era meccanizzata, il taglio dell'erba avveniva a mano con falce a manico lungo; per seccarla al sole si rivoltava col forcone e, diventata fieno, si raccoglieva con il rastrello e caricato sul carro che, trainato da mucche o buoi, veniva trasportato nelle aie, depositato nei fienili o ammucchiato in bei pagliai.


      

Poi è diventato tutto più semplice e forse meno faticoso...


mercoledì 7 maggio 2014

... nel mese di Maggio






Ci recavamo verso sera, adulti e bambini, all'oratorio intitolato alla Madonna Davato per la recita del Rosario.
Noi della borgata di Casa Sartori salivamo lungo la curta, carreggiata fra i campi che portava anche alla Chiesa, all'asilo e al cimitero oltre che alle piccole borgate limitrofe: la Ceragna, la Caselletta e altre.

L'oratorio è stato restaurato e riaperto al culto il 15 agosto 2004.

"Il recupero di questo edificio, che può vantare una grande devozione da parte della popolazione locale, è stato eseguito totalmente da volontari, ed in particolare dal Gruppo Alpini di Prignano e da cittadini di Castelvecchio.
Molti sono i "misteri" che conserva ancora questo piccolo oratorio, nonostante sia stato riportato all'antico splendore. Non chiara, infatti, è la stessa etimologia del nome "Madonna Davato", a cui è intitolato. Ignota, inoltre, è la data esatta della sua edificazione, anche se una trave ristrutturata durante il restauro riporta un'incisione dell'anno 1627.
Alla santa messa che è celebrata in occasione dell'inaugurazione ufficiale da don Orazio Salsi, hanno preso parte autorità civili e religiose."

(da PrignanoInforma)

Mi piace ricordare che in omaggio appunto agli alpini l'oratorio è stato dotato di un'acquasantiera scolpita da Patrizio Pecchi nella forma del cappello da alpino.
Mi piace inoltre ricordare che la vecchia curta è da diversi anni nuovamente praticabile a piedi grazie all'intervento di Tiziano Spezzani.

Ed ecco quest'usanza ormai abbandonata che mi è stata raccontata da un abitante di Castelvecchio.
Nel giorno di Santa Croce, il 3 di Maggio, i nostri contadini usavano piantare nei campi, a invocare la protezione del raccolto, una croce costruita con due spezzoni di canne incrociate e legate con
spago o fil di ferro.

domenica 27 aprile 2014

La borgata di Casa Sartori

Come appare la borgata di Casa Sartori nelle diverse stagioni e con i cambiamenti dovuti a costruzioni degli ultimi anni.


Questa immagine documenta la frana che avvenne nell'Aprile del 1964 modificando in maniera evidente il territorio adiacente a Casa Sartori.